Società, secolarismo e violenza.

Società, secolarismo e violenza.


Ormai diversi anni addietro il papà, allora si era giovani, di un caro amico, caro amico anche lui, ateo convinto, ci disse d’aver preso – ex motu proprio – un impegno: leggere la Sacra Bibbia. “E’ un fatto anzitutto culturale, perché è il libro che ha plasmato non solo la spiritualità, ma anche tutta la cultura dell’Occidente. Voglio perciò cercare di prescindere, nei miei limiti umani, dai miei pregiudizi e tentare di accostarmi in modo sereno.” Conoscendolo sapevamo che avrebbe tenuto fede all’impegno preso. Così fu. Passò del tempo e ci disse di avere portato a termine la cosa. Ci espose il suo giudizio: “Sono i principi, i cardini, senza i quali non è possibile, che si sia atei o credenti, costruire né la persona, né, tantomeno, la famiglia, una comunità, una società, o, meno che mai, una civiltà.” E’ un giudizio che ho sempre condiviso. E’ il quid che sempre, le tante volte che ho aperto la Bibbia, mi si è riproposto. La Sacra Scrittura però culminava nella figura luminosa di ns. Signore Gesù Cristo, nell’esempio della sua vita, nella sua filosofia: il discorso della montagna, ovvero le beatitudini. Erano beatitudini la “povertà” ovvero la semplicità dello Spirito e perciò della vita, la mitezza, la giustizia, la misericordia, la purezza del cuore, l’operosità per la pace, l’impegno per il Regno di Dio. Dunque un riferimento per la persona e la società. Un riferimento per la cultura. Certamente in duemila anni ci sono state anche tante miserie umane più o meno grandi, errori di dottrina, esempi inopportuni o, addirittura, infausti. In mezzo ad essi restava però, unico Vero, Quel Riferimento. Oggi, il secolarismo, ha portato la persona, la società e, soprattutto, la cultura a voltargli le spalle. Ciò ha significato per l’uomo lo stesso che già per l’angelo, il “portatore di luce”, Lux Fero: il cambiarsi da portatore di luce in portatore di tenebra. La purezza è divenuta purismo e perciò razzismo, discriminazione e odio; la giustizia attuazione del purismo e cioé iniquità; comunità, società, cultura e civiltà sono divenute il luogo della concrezione di tutto ciò, ossia rogo, campo di concentramento ed olocausto. Inno all’ Iniquità. Oggi il riferimento in base al quale il soggetto compie la propria ermeneusi, in base a cui realizza la propria coscienza e percezione di sé e del sociale è divenuto un antivalore capace di dispiegare soltanto il più gretto antiumanesimo. La cronaca di ogni giorno ce lo espone molto bene.
francesco latteri scholten.

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