Basta con il fondamentalismo islamico e le sue violenze. No a Dio che non ride, sì a Dio che Ride.

stragi islamiche

Basta con il fondamentalismo e l’integralismo islamico e le sue violenze. Basta con il Burka. Basta con l’infibulazione (amputazione della clitoride) delle donne perché la donna non ha da provare piacere sessuale ma ha da essere oggetto del piacere sessuale dell’uomo. Di quale uomo? Di quello che non sa neppure fare godere la sua donna? E che uomo è? Basta con la lapidazione delle donne e la loro discriminazione in genere. Basta con il taglio delle teste, delle mani, di altri arti, basta con le lapidazioni, basta con le violenze, le sentenze in contumacia, le persecuzioni dei cristiani, dei buddisti e dei fedeli di altre religioni, basta con gl’assassini in nome di Allah. Basta con la condanna a morte per ateismo. Basta con gl’attacchi istero paranoici di massa per una vignetta o per un filmato, che nasconde solo l’inacapacità assoluta di confrontarsi culturalmente e civilmente con gl’altri. Basta con tutto questo che è l’insudiciamento dello stesso Islam, quello vero, quello che fu la cultura di uomini insigni come Avicenna, Al farabi, Ibn Gebirol e tanti altri, che è – ai ns. tempi – il substrato culturale di uomini grandissimi quali Salman Rushdie, condannato a morte in contumacia per aver scritto un romanzo giudicato non ortodosso da chi quel romanzo non ha neppure la capacità di leggere. Basta con ciò che sta a monte di tutto questo: il concetto che il riso sfregi e deturpi il volto dell’ uomo e quello di Dio. Perché come benissimo dice già Aristotele nella sua “Poetica” anche Dio ride ed il suo riso è sublime e ad Aristotele miravano con ammirazione Avicenna, Al farabi, Ibn Gebirol e tanti altri uomini illustri ed appartenenti all’Islam, quello Vero e non la sua caricatura grottesca che vediamo in scena nelle violenze di oggi. Una caricatura grottesca che sta all’Islam vero come il Ku Klux Klan sta al cristianesimo. Nessun credente di nessuna religione ha diritto di commettere violenza in nome di Dio, neanche se si chiama Allah. Anche tutti gl’altri hanno diritto alla propria fede religiosa o laica che sia ed alla propria cultura. Chiudo con una frase di Michel Foucault “Qualunque forma di delirio (dunque compreso quello religioso ndr), il fatto stesso di esercitare il proprio delirio, vale a dire di respingere tutto ciò che esige discussione, ragionamento, prova, comporta in quanto tale una certa affermazione di onnipotenza, e ciò risulta assolutamente comune ad ogni forma di follia ….”
francesco latteri scholten.

Padre Livio: “… noi le riforme facciamo finta di farle…”

padre livio fanzaga

“La Spagna le riforme le ha fatte per davvero, è stato difficile, ma ora piano piano comincia a riprendersi… Il vero problema è che noi le riforme facciamo solo finta di farle…”, così Padre Livio Fanzaga, nel suo commento alla stampa dopo il rosario di mezzanotte di sabato u.s. . L’essenza della questione delle riforme è stata centrata appieno, seppure con la a lui usuale grettezza, ma con chiarezza lampante, ormai qualche tempo addietro da Beppe Grillo: “Le riforme della Merkel… Ma le ha mica fatte la Merkel, le ha fatte Schroeder, e sono questo: tu prendi un posto di lavoro per dire da 6.000 Euro e dividi il lavoro e le ore lavorative in tre posti da 2.000 Euro… Bravissimi! Ma così non si è mica creato un solo posto di lavoro in più…” Sostanzialmente coincidenti anche se tecnicamente più dettagliate e politicamente più articolate quelle della Camusso e di Landini. L’osservazione è purtroppo vera. Il fatto è che “un posto di lavoro vero” non è un posto di lavoro creato tanto per dare uno stipendio a qualcuno, bensì un posto di lavoro che produca adeguatamente e si mantenga con quanto produce, il che attualmente è assai difficile visto l’affacciarsi sulla scena di diversi importanti produttori, non solo la Cina ormai prima economia del pianeta, ma anche India, Indocina, Paesi del centro e sud America. Inoltre, creare un nuovo posto di lavoro significa prima ampliare o costruire una nuova fabbrica o industria o azienda e questo richiede degl’anni. Conscio di questo Schroeder ha puntato ad un’opzione immediatamente attuabile, quella della riduzione della sperequazione ovvero della maggior equità: la ridistribuzione di ciò che effettivamente è disponibile. La riforma di Schroeder, conosciuta come politica della Merkel, non è costata sacrifici solo alla Grecia, al Portogallo o alla Spagna, ma alla stessa Germania. Tuttavia è grazie ad essa che anche nella stessa Germania a fronte di un incremento solo ridotto della produttività si è potuto avere una riduzione ben più cospicua della disoccupazione ed addirittura delle nuove assunzioni. Il fatto che proprio in Italia si riscontri la più forte avversione alle riforme trova un parallelismo ed un riscontro nel dato di fatto che è l’Italia ormai il Paese dalla più alta sperequazione. Due dati soli: il consigliere di Obama guadagna 136.000 dollari, quello di Renzi 163.000 Euro; sempre da noi, oltre il 70% della ricchezza è detenuto da meno del 10% della popolazione. Insomma si capisce perché per noi le riforme siano una spina nell’occhio: colpiscono la Vera questione italiana.
francesco latteri scholten

Esercito israeliano organizzato col Talmud e controllato dai Rabbini ultraortodossi.

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L’ultranazionalismo di Netanyahu che reintroduce il Talmud – dove come è noto ai dieci comandamenti della Torah si integrano ben 623 altre sottonorme – come riferimento giuridico per lo Stato di Israele e che di fatto evoca e ripete quanto fatto da molti Stati arabi con la Shaharia, non poteva non ripercuotersi anche al suo strumento più proprio, l’esercito. O, forse bisognerebbe affermare il contrario, vista la realtà da sempre assai integralista di questa struttura. Conta 180 mila uomini, con i riservisti si arriva a 600, e costa circa 20 Mld di dollari l’anno. Tsahal, così il nome, sarebbe difesa ma è inteso, già dal nascere nel 1948, come difesa del purismo ebraico. Nasce dalla confluenza di gruppi ultraortodossi come Haganah, Palmach, le Brigate ebraiche ma anche gruppi clandestini terroristici quali Etzel, Irgun e Lehi. Il ruolo dei Rabbini, già in passato andava ben oltre quello che un occidentale può immaginare come similare a quello di un cappellano militare, al punto che il laicismo o peggio l’ateismo erano assai mal visti. Con il regime Netanyahu l’esercito si è teocratizzato al punto che ufficiali anche di rango come il colonnello Winter, portano apertamente il kepì giudaico anche in uniforme militare ed il ruolo dei Rabbini si è a tal punto accresciuto da essere essi a fare le ispezioni delle caserme ed a decidere promozioni (o retrocessioni) e gradi dei soldati insieme agli altograduati. Sono anche sempre loro a decidere addirittura delle missioni militari vere e proprie. Insomma, tali e quali all’integralismo islamico. Come per quest’ultimo un esercito che prima ancora che di uno Stato è un esercito religioso, per il quale la norma non è quella del diritto internazionale o del diritto internazionale militare ma quella religiosa, una norma per la quale le guerre possono essere e sono anche lecite e addirittura “Sante”…
francesco latteri scholten.

Microsoft, pronto Windows 10

Windows10

La versione di “prova” di Windows 10 è già scaricabile – gratuitamente – dal sito Microsoft e direttamente installabile con download su chiavetta Usb. La commercializzazione del nuovo sistema operativo è programmata invece per la seconda metà del 2015. Non sarà invece ulteriormente portata avanti quella di Windows 9. Questo, insieme alle molte proteste per Windows 8, spiega come per la nuova versione si sia guardato soprattutto ai grandi successi del passato, gl’ancora oggi diffusissimi ed apprezzatissimi Windows XP e Windows 7. Per i possessori di Windows 8 Phone invece è previsto un Upgrade gratuito a Windows Phone 10. In sintonia, ciò che colpisce immediatamente all’apertura è di nuovo la presenza dello “Start Menu”, appunto come su XP e Windows 7, da cui si differenzia per l’integrazione delle App nella schermata di apertura. Il nuovo sistema operativo è infatti in grado di riconoscere il tipo di computer su cui è installato ed adattarsi conseguentemente visualizzando lo “Start Menu” oppure la schermata di avvio con le App. Ovviamente, l’operatore può successivamente anche scegliere il passaggio dall’uno all’altro. Chi scrive usa ancora l’ XP, cui è affezionatissimo e rimprovera a Microsoft di non dare più gl’aggiornamente da aprile u.s., ed inoltre ha provato sia Windows 7 che 8 e non ne è rimasto per nulla soddisfatto: speriamo che il 10 abbia preso quanto più possibile da XP…
francesco latteri scholten.

Angela Merkel rieletta Presidente CDU con maggioranza bulgara: 96.7%.

merkel parteitag cdu 2014

Né Adenauer né Kohl c’erano riusciti: Angela Merkel è stata rieletta con il 96.7% dei voti, 884 per 914 elettori. Successo plebiscitario anche per i suoi tre portavoce, in particolare Julia Kloeckner 96.5%, ma anche per Voelker Bouffier 89.1% e Armin Laschet 76.1%. Nel suo intervento davanti al plenum la Cancelliera ha attaccato apertamente la politica dell’attuale SPD definendola autolesionista e bancarottista. “Quanto ancora vuole farsi più piccola la SPD?” si è chiesta in riferimento alle vicende della Turingia dove la SPD si è non solo legata ad una coalizione rosso verde, ma ha consentito e sostenuto l’elezione di Bodo Ramelow a Presidente, rafforzando “rossi” e “verdi” ed indebolendo sistematicamente, dati alla mano, sé stessa. “La Turingia – così la Merkel – è infatti solo un primo passo in vista delle elezioni per la cancelleria del 2017, delle quali invero si tratta (…) solo una CDU forte è in grado di contrastare questo progetto ed è a questo che dobbiamo lavorare” Attaccata anche la politica estera SPD, in particolare nei confronti della Russia e della nuova Unione Economica Euroasiatica di Putin e di altri oligarchi ex Soviet degl’altri membri: la Germania continuerà con le sanzioni. Per la politica economica invece, sia tedesca che europea la ricetta è la solita (e difficile): rilanciare la crescita senza fare debiti ed in ciò la cancelliera ha un grande risultato da mettere sul tavolo sia in Germania che in Europa, il conseguimento – per la prima volta da molti anni a questa parte – del pareggio di bilancio proprio da parte del suo Governo. Ovvero è difficile ma non impossibile e proprio su questo molti in Germania ed in Europa storcono il naso, ma sono costretti a riconoscerlo. Visibilmente contenta della Vittoria, dopo un sentito “Danke…” Angela Merkel ha confermato sé stessa: “Niente festeggiamenti, mettiamoci al lavoro…”
francesco latteri scholten

Ariane 6: sì dell’Unione al nuovo razzo vettore.

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E’ stato ancora l’ “Ariane 5”, con lancio dalla solita base di Korou nella Guyana francese, a portare in orbita ad inizio anno il satellite italofrancese Athena Fidus del peso di circa 3 tonnellate con a bordo 280 Mln di tecnologia sia militare che civile per le comunicazioni internet a banda larga. Lo sviluppo di una versione evoluta dello stesso – l’ “Ariane 5 ME” – era già stata decisa nel novembre 2008 dagli Stati membri dell’ ESA ed il primo lancio pronosticato per il 2017. Gl’investimenti ESA al 2014 nel progetto ammontano a 400 Mln di Euro, ma lo scontro tra le diverse concezioni dei due principali investitori, Germania e Francia, era rimasto irrisolto, i francesi infatti volevano un razzo più leggero ed alimentato a combustibile solido denominato “Ariane 6”. Tanto i tedeschi quanto i francesi avevano finito con il trovarsi isolati rispetto agl’altri membri dell’ ESA e si è deciso così per un progetto apparentemente alternativo, ma in realtà frutto di un compromesso: il vettore principale resterà quello vecchio dell’ Ariane 5 affiancato da 2 o 4 vettori a combustibile solido, mentre la parte superiore sarà quella dell’ Ariane 5 ME. Insomma, i bimbi discoli si sono messi d’accordo su con quali pezzi del meccano e dati da chi, costruire il nuovo giocattolo, tentando di spartirsi la torta miliardaria. Se e quanto questa realtà un pò posticcia possa reggere la concorrenza internazionale è ciò su cui verte il vero punto interrogativo. L’Unione Europea perintanto ha dato il primo via libera sostenuto con 4 Mld di Euro. Gl’Ariane 6 costeranno circa 90 Mln ciascuno ed il primo lancio è previsto per il 2020. E’ però tuttavia solo nel 2016 che sarà dato l’eventuale sì definitivo al progetto stesso. Ma, allora, perché erogare già adesso 4 Mld?

francesco latteri scholten.

Roma alle urne con Marino candidato sindaco?

Giancarlo Caselli

Solo ora se ne accorge anche la Commissione Antimafia… Eppure, come per Milano c’è una prosecutio ed una attiguità con la realtà criminale preesistente, ovvero quella degl’anni ’80 e ’90. Nella città lombarda sono gli stessi anche i nomi, quello di Greganti ad es. . Come nella città sforzesca, anche nell’Urbe c’è un intreccio in cui “Le rouge et le noir” confluiscono in un colore indefinibile, quello un tempo proprio dei liquami della Cloaca Massima. Nel grande romanzo di Stendhal però i colori si riferivano a due realtà, quella delle armi – anch’essa già presente nelle vicende romane – e quella ecclesiastica, al momento attuale non presente nelle vicende giudiziarie, ma ben presente in quelle precedenti, come testimonia la sepoltura nella Basilica di SantApollinare di De Pedis, ex capo storico proprio di quella Banda della Magliana cui ineriscono anche i fatti di adesso. Ma, l’attore che al momento è in ombra è quello che a Roma conta di più, anzi, è l’Attore della città, è quello che da millenni ne tempra la cultura e ne dirige la politica anche senza guardare ai mezzi come le vicende di “Romanzo criminale” testimoniano; esso inoltre è il primo e più importante datore di lavoro della città. Ed è con la ratifica, solo alcune settimane addietro, da parte di Marino dei matrimoni gay, in aperto contrasto delle linee orientative vaticane, che inizia il declino della stella del sindaco PD. In realtà le prospettive sensate subito attuabili sono tre, avanzate ciascuna da una delle tre principali forze politiche: 1) l’immediato commissariamento, proposta da Silvio Berlusconi; 2) l’istituzione di un assessorato alla trasparenza ed alla legalità guidato da Giancarlo Caselli, proposta dal PD; 3) il ricorso alle urne, proposta dal M5S. Sarebbe buon senso porle immediatamente in atto tutte e tre, ma, storicamente, il buon senso ha sempre fatto a pugni con il buon senso politico machiavellianamente e, soprattutto, guicciardinianamente intesi.
francesco latteri scholten

Russia: crollo Rublo incrementa guadagni petroliferi e favorisce ritorno a statalismo.

rublo

E’ del 40% – ed in ulteriore caduta – il deprezzamento del Rublo dall’inizio dell’anno e del 6% solo nell’ultima settimana di novembre. Il dato è superato solo da quello della crisi del 1998: – 75%. Un segnale estremamente negativo per gl’investitori stranieri e per la stessa economia russa, considerata l’elevata dipendenza dall’estero da cui sono importate la maggior parte delle merci (è, ad es., il motivo per cui sono stati bloccati i progetti dell’agenzia spaziale). Per il breve e medio termine tuttavia l’economia russa è in grado di ben bilanciare il forte deprezzamento valutario grazie alla connotazione strutturale della propria economia con un debito che ammonta a solo il 13% della produzione annua e riserve economiche per 400 Mld tutti in valuta estera. Nel breve periodo inoltre il crollo valutario difficilmente darà luogo a crisi sociali interne (sebbene focolai di disordini non manchino) perché se – secondo Forbes – nel 2012 un barile di petrolio fruttava 3.200 rubli, oggi, nonostante il crollo, ne frutta 3.600 ed è in rubli che sono pagati stipendi, pensioni e contributi sociali. Performances assai apprezzabili che anche per il breve periodo non eliminano il peso della caduta: ammontano a circa 130 Mld i debiti da pagare per il 2015, tutti in dollari ovviamente. Paradossalmente questa realtà economica favorisce e soprattutto rafforza la nuova rotta economico politica di Putin avviata con la creazione dell’ Unione Economica Euroasiatica (UEE) con gl’altri leaders ex Soviet: possessore delle centinaia di Mld di riserve economiche in valuta pregiata e, soprattutto, dei giacimenti petroliferi è infatti lo Stato, mentre i più colpiti sono i privati e le privatizzazioni. Un dietro front di fatto, come del resto accusa il Presidente americano Barak Obama.
francesco latteri scholten.

Liberare Fabrizio Corona?

Belen-Rodriguez-Corona-Maldive-8 (2)Per la sua bella ex, Belén Rodriguez, senz’altro sì. I legali di Corona, Ivano Chiesa e Gianluca Maris, si sono invece affrettati a chiarire che la pena originaria di 13 anni e due mesi (e non 15 come diffuso da alcuni media), è stata ridotta a 9 anni dal tribunale di Milano. I due legali si distanziano anche dal giudizio di “pericolosità sociale” della Corte rilevando che si riferisce a reltà passate e del tutto superate. Per Belén avrebbero dovuto dargli una salatissima multa e basta ed in proposito la show girl sottolinea che metodi e procedure “lavorative” del suo ex siano sì discutibili ed ambigui ma al tempo stesso usuali nell’ambiente, citando in proposito un episodio con cui un altro fotografo coinvolse sua sorella e lei. Eppure per chi ricorda le vicende dell’epoca, a prescindere dai patiti del gossip per i quali tutto sfocia in belle pagine patinate sulle quali appare solo un Fonzie più biricchino e discolo e tutto il resto sfoca sullo sfondo, la sentenza dei giudici non è poi del tutto priva di fondamento. La pena infatti è cumulativa e riferentesi dunque ad episodi molteplici che vanno ben al di là delle gesta dello “spirto” di Happy Days, arrivando, come specifica la Cassazione, a “estorsioni, ricettazione e spendita di carta moneta falsificata, reati fallimentari, evasioni fiscali, recenti denunce per truffa”, reati alquanto cospicui. Fabrizio Corona, per parte sua, ammettendo la propria colpevolezza, nella prima intervista dal carcere di Opera ha dichiarato che il carcere gli è stato di giovamento in quanto lo ha sottratto da un vortice in cui era caduto e di cui era ormai succube: “Il carcere mi ha salvalo la vita. Mi ha fatto tornare con i piedi per terra. È riuscito a fermare un treno in corsa perenne da anni che ultimamente aveva perso sogni, equilibri e alzato troppo l’asticella del limite. Mi ha fatto scoprire il senso della realtà, insegnato a star bene con me stesso e messo nelle condizioni di proseguire nel migliore dei modi lungo la strada della vita quando tornerò libero.” In attesa dell’evento il nostro si dà da fare: lavora come portavitto, ha aperto un portale innovativo per i detenuti e raccolto 70.000 Euro per loro; è riuscito a tenere in piedi anche dal carcere la sua azienda e non farla fallire, ad allenarsi fisicamente per almeno un’ora al giorno. “Ho sempre tenuto vivo il cervello e ho ripulito l’anima”, dichiara, ma gli manca tantissimo suo figlio e la libertà:”Qui, in parte, è come essere morti”… Un novello Jean Valljean? Se così fosse avrebbe dalla sua il giudizio di Victor Hugo (ed anche il mio…). Glielo auguro.
francesco latterischolten.

Putin finanzia 1/3 della campagna di Marine Le Pen per le presidenziali 2017.

hitler e stalinDue dei nove Mln di Euro sono già stati versati dalla First Czech Russian Bank, di proprietà di Roman Yabukovich Popov , un oligarca assai vicino a Putin, come confermato dal tesoriere del Front National, Wallerand de Saint Just, per il quale si tratta di un’operazione perfettamente normale e regolare. Occorrono infatti una quarantina di Mln per una campagna “credibile” e il Partito ha difficoltà a reperire fondi presso banche francesi o europee dopo lo scandalo Sarkozy. La concessione del prestito ha richiesto quattro mesi di lavoro per le “questioni tecniche” e la reiterata presenza a Mosca, oltre che di de Saint Just, anche della stessa Marine Le Pen. Il legame con la Russia di Putin è perciò ulteriormente rinsaldato anche per il Front National, come d’altronde già per la maggior parte dei movimenti e leaders anti Unione Europea ed anti Euro. Per essi l’ex capo del KGB nonché fondatore e Leader dell’ Unione Economica Euroasiatica (la nuova Unione Sovietica) insieme a Nursultan Nazarbaev, già capo del Kazakhstan ai tempi dell’URSS ed Aleksandr Lukashenko, anch’egli già presidente bielorusso ai tempi dei Soviet, costituisce un modello. Come ciò possa essere possibile anche per partiti che come il Front National pare non aspirino certo alla concrezione di qualche Soviet può forse trovare una duplice risposta storica: quella recente con l’immagine della stretta di mano tra Stalin ed Hitler e quella lontana dell’imperatore romano Vespasiano, il quale dopo aver istituito la tassa sui cessi pubblici, davanti ad un Senato costernato gettò dei sesterzi sul tavolo dopo averli odorati di persona e disse a comprova “Non olet”. La cosa comunque pare non ponga eccessivi problemi all’interno del Front National, tant’è che diversi leaders hanno già chiarito di ritenere ben più scandaloso il finanziamento di Sarkozy da parte di Gheddafi.
francesco latteri scholten.