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Sgancia Franco da Euro il via libera a Draghi per acquisto titoli debito pubblico Paesi UE.

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Un terremoto economico apparentemente improvviso ha colpito l’economicamente solidissima Svizzera con un tracollo della propria Borsa di oltre il 9% e si è trasmesso poi ai mercati finanziari e non dell’Unione Europea e del Mondo. Tutti effettivamente sono stati spiazzati, probabilmente perché la valutazione più centrata (e tacitamente condivisa e ritenuta ovvia) è quella espressa dagli esperti di J.P. Morgan i quali ritengono fosse stata più ovvia per gl’elvetici una politica di distacco progressivo peraltro decisamente meno rischiosa. Il problema è che non sarebbe stato comunque possibile per la Svizzera continuare a mantenere la parità tra Franco ed Euro a causa di un acquisto di quantitativi di valuta dell’Unione di dimensioni ormai insostenibile per la propria banca centrale. E’ infatti decuplicato negl’ultimi anni il volume di Euro acquistato, valutabile in diverse centinaia di Mld. L’indebolimento dell’Euro – sceso al di sotto della soglia di 1,15 Dollari come nel 2003 – e soprattutto la forte crescita ed il rafforzamento del Franco Svizzero sempre più usato nell’eurozona come valuta di riferimento creditizio avevano portato ultimamente ad una ulteriore svalutazione dell’Euro rispetto al Franco di circa il 30%, mettendo – considerate anche le enormi differenze di dimensioni – la Banca centrale svizzera nell’impossibilità di controbilanciare acquistando Euro, operazione sinora effettuata anche e soprattutto per garantire una forte concorrenzialità alle imprese elvetiche il cui export va per poco più del 50% proprio nell’ UE. A questa situazione di estrema empasse l’annuncio del “Via libera” a Mario Draghi per l’acquisto di titoli del debito pubblico dei Paesi UE che implica da sè una ulteriore svalutazione della moneta europea ha finito per dare il colpo di grazia. All’effetto immediato del tracollo della Borsa andrà ora ad aggiungersi quello del tracollo del tasso di crescita dal circa 1,8 al solo 0,5%. Difficoltà anche nel settore creditizio dove milioni di utenti che hanno optato per il Franco si trovano di colpo a dover pagare il 30% in più… L’effetto più dirompente tuttavia è quello registrato a livello di immagine in Germania tra i locali fautori dell’ “uscita dall’Euro”, si tratta infatti di un’anteprima in scala ridotta di ciò che accadrebbe se l’opzione ritorno alla Deutsche Mark fosse messa in atto.
francesco latteri scholten